AYURVEDA TRA MAGIA E SACRALITA’

AYURVEDA TRA MAGIA E SACRALITA’

L’Ayurveda, la scienza della vita, non può essere relegata a una semplice medicina, in quanto è un insieme di conoscenze, come si evince dal suo significato, che ci aiutano a vivere l’intera durata della vita nel modo migliore possibile. Non è solo una medicina quindi, ma anche una filosofia.
La visione ayurvedica si basa su principi universali applicabili ad ogni cultura e tempo: il rapporto tra Macrocosmo e Microscosmo è pressochè presente in tutte le civiltà, in tutte le culture, in tutte le religioni.
Una relazione intima trova fondamento nella teoria dei Panchamahabutha o 5 elementi ETERE, ARIA, FUOCO, ACQUA, TERRA. Questi elementi sono i fattori principali della manifestazione della materia, manifestazione che ritroviamo nel corpo umano sotto forma di dosha: Vata, Pitta, Kapha.
La conoscenza del rapporto tra Macrocosmo e Microcosmo diventa di fondamentale importanza per il concetto di equilibrio in termini salutistici. Solo conoscendo questi due aspetti possiamo trovare il nostro equilibrio interiore ed esteriore. Lo squilibrio nasce infatti proprio dalla dualità, dalla mancanza di unione tra macrocosmo e microcosmo.
L’Ayurveda pone molta enfasi sulla routine giornaliera o dinacharya. Consiglia infatti di alzarsi presto al mattino, possibilmente prima delle 6, abituando così il corpo ad espellere le tossine, svuotare l’intestino, alimentarsi in modo corretto per entrare in contatto diretto con la Natura. Fare esperienza con certe abitudini significa fare esperienza con il microcosmo ed il macrocosmo. Ogni azione ha un senso in quanto legata ai bioritmi della natura.
Nel momento in cui non siamo connessi a tale consapevolezza inizia lo squilibrio che inizia a generare poi disturbi e malattie. Processo che può essere identificato con sei stadi: accumulo, aggravamento, espansione, localizzazione, manifestazione e la differenziazione in cui la malattia si consolida. Filosofia che affonda le sue radici nelle tradizioni spirituali dell’India.
L’Ayurveda interviene con tutti gli aspetti riguardanti la medicina dopo una corretta diagnosi medica che avviene, secondo la tradizione, con l’avvalersi di differenti strumenti diagnostici, come ad  esempio l’esame del polso, l’esame della lingua, degli occhi, delle urine, delle feci ecc…
Nell’osservare del paziente lo stesso osservatore deve diventare un canale puro, in quanto la diagnosi avviene secondo la sua percezione visiva e non , paradosso di molti medici occidentali che hanno perso il contatto con un’intima connessione, escludendo la possibilità di valutare come un disagio della mente possa causare problemi e malattie nel corpo.
L’Ayurveda interviene con medicamenti completamente naturali, appartenenti per lo più al regno vegetale, senza escludere rimedi minerali e a volte animali.
Ancora oggi si usa il ghee o burro chiarificato, il miele, il latte, ma anche metalli debitamente purificati e trattati con procedimenti alchemici che nei testi ayurvedici sono chiamati “shodana”
L’Ayurveda riconosce un potere ad ogni prodotto presente in Natura: tutto può essere considerato un
rimedio, ma anche un veleno. Proprio per questo i medici ayurvedici si dedicano a lunghi anni di studio e pratica. 
Nella tradizione erboristica ayurvedica le piante vengono considerate in tutta la loro potenzialità ed interezza, tanto è che per tradizione esse vengono raccolte secondo precisi rituali, considerati sacri. 
Ancora oggi viene chiesto il permesso alla pianta di essere tolta alla sua terra e importanza è rivolta alle stagioni e ai luoghi in cui vengono raccolte. La loro raccolta è accompagnata da canti sacri e mantra. L’uso di questi suoni sacri accompagna ogni aspetto terapeutico ayurvedico e questo perchè, l’anatomia ayurvedica è consapevole del fatto che non siamo solo un corpo fisico, ma anche energetico. Il mantra infatti è principalmente vibrazione ed è fondamentale nelle guarigioni spirituali e mentali. Essi infondono pace, armonia, conoscenza intuitiva, percezione e fiducia in se stessi e negli altri. Ogni massaggio e trattamento ayurvedico inizia con un mantra dove viene richiesta la protezione di Dio, in particolare del Dio Dhanvantari. Un terapeuta o un medico che si appresta ad eseguire un trattamento dovrà essere in perfetto equilibrio psicofisico per non trasmettere al paziente eventuali malesseri che gli appartengono. La richiesta di aiuto ad una divinità, attraverso i mantra serve anche a mantenere questo equilibrio.
L’Ayurveda rappresenta un’importante sistema di prevenzione e non solo di cura della malattia e ciò perchè la salute non è intesa solo come un’assenza di malattia, ma uno stato di benessere a tutto tondo: mentale, fisico, sociale ecc…
Comprendendo le radici della malattia o degli squilibri si può intervenire così attraverso medicamenti, trattamenti, alimentazione ed l’instaurazione di uno stile di vita corretto, coltivando la virtù della pazienza.
L’ayurveda è una vera e propria danza cosmica all’interno di se stessi, che ci mette in comunicazione diretta con l’Universo abbattendo le porte della dualità.

” Occorre curare il malato prima che lo diventi…”  – Saggezza cinese

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